Ringraziamo Clara D’Acunto per questa bella intervista, che ci dà l’occasione di tornare a raccontare una storia che per noi non è soltanto memoria, ma identità viva. È la nostra storia, ed è la storia del nostro fondatore Carmine Calascione, di un uomo che ha scelto Firenze per amore e che proprio qui, nei primi anni Novanta, ha portato una pizza napoletana allora quasi sconosciuta in città, quella dal cornicione alto, morbida, essenziale, fedele alla sua tradizione. Nell’intervista emergono con chiarezza i sacrifici, la passione, il legame con la famiglia e una fedeltà ostinata alla propria idea di pizza, senza scorciatoie.
Ci ritroviamo molto anche in un altro passaggio dell’intervista: l’idea che, dopo tanti cambiamenti, si tornerà alla semplicità. In fondo è una lezione che ci appartiene da sempre. La cura per i dettagli, il rispetto per gli ingredienti, l’amore per i gesti giusti, e quella marinara che per Carmine resta la pizza del cuore, raccontano bene il senso più profondo del nostro lavoro, ieri come oggi.